sabato 10 gennaio 2009

"Moffiga" "Te lo dico"

Se fallisco come archeologa

divento infermiera privata

del mio moroso

che se la tira tanto

ma è sempre malato.

mercoledì 7 gennaio 2009

La memoria erige il tempo

Ringraziare voglio il divino
labirinto degli effetti e delle cause
per la diversità delle creature
che compongono questo singolare universo,
per la ragione, che non cesserà di sognare
un qualche disegno del labirinto,
per il viso di Elena e la perseveranza di Ulisse,

per l’amore, che ci fa vedere gli altri
come li vede la divinità,
per il saldo diamante e l’acqua sciolta,
per l’algebra, palazzo dai precisi cristalli,
per le mistiche monete di Angelus Silesius,
per Schopenhauer,
che forse decifrò l’universo,
per lo splendore del fuoco
che nessun essere umano può guardare senza uno stupore antico,

per il mogano, il cedro e il sandalo,
per il pane e il sale,
per il mistero della rosa
che prodiga colore e non lo vede,
per certe vigilie e giornate del 1955,
per i duri mandriani che nella pianura
aizzano le bestie e l’alba,
per il mattino a Montevideo,

per l’arte dell’amicizia,
per l’ultima giornata di Socrate,
per le parole che in un crepuscolo furono dette
da una croce all’altra,
per quel sogno dell’Islam che abbracciò
mille notti e una notte,
per quell’altro sogno dell’inferno,
della torre del fuoco che purifica
e delle sfere gloriose,
per Swedenborg,
che conversava con gli angeli per le strade di Londra,
per i fiumi segreti e immemorabili
che convergono in me,
per la lingua che, secoli fa, parlai nella Nortumbria,
per la spada e l’arpa dei sassoni,

per il mare, che è un deserto risplendente
e una cifra di cose che non sappiamo
e un epitaffio dei vichinghi,
per la musica verbale dell’Inghilterra,
per la musica verbale della Germania,
per l’oro, che sfolgora nei versi,
per l’epico inverno,
per il nome di un libro che non ho letto: Gesta Dei per Francos,
per Verlaine, innocente come gli uccelli,
per il prisma di cristallo e il peso di ottone,
per le strisce della tigre,
per le alte torri di San Francisco e dell’isola di Manhattan,
per il mattino nel Texas,
per quel sivigliano che stese l’Epistola Morale
e il cui nome, come egli avrebbe preferito, ignoriamo,
per Seneca e Lucano, di Cordova,
che prima dello spagnolo scrissero
tutta la letteratura spagnola,
per il geometrico e bizzarro gioco degli scacchi,
per la tartaruga di Zenone e la mappa di Royce,
per l’odore medicinale degli eucaliptus,

per il linguaggio, che può simulare la sapienza,
per l’oblio, che annulla o modifica il passato,
per la consuetudine,
che ci ripete e ci conferma come uno specchio,
per il mattino, che ci procura l’illusione di un inizio,
per la notte, le sue tenebre e la sua astronomia,
per il coraggio e la felicità degli altri,
per la patria, sentita nei gelsomini
o in una vecchia spada,
per Whitman e Francesco d’Assisi, che scrissero già questa poesia,
per il fatto che questa poesia è inesauribile
e si confonde con la somma delle creature
e non arriverà mai all’ultimo verso
e cambia secondo gli uomini,
per Francis Haslam, che chiese perdono ai suoi figli
perché moriva così lentamente,

per i minuti che precedono il sonno,
per il sonno e la morte,
quei due tesori occulti,
per gli intimi doni che non elenco,
per la musica, misteriosa forma del tempo.

Jorge Luis Borges

mercoledì 10 settembre 2008

Triste, solitario y final

Mi sono laureata.
La terra non è stata inghiottita da nessun buco nero.
Tutto va bene.
Godiamocela finchè dura.

giovedì 14 agosto 2008

Mi chiamo SVÅLLENNTINN BÅNAKKKÖRSVI e sono una sedia

Dato che non so più che fare per distrarmi dalle millemila ceramiche che sommergono il mio tavolo, girovagando per la rete ho trovato questo meraviglioso convertitore di nomi Ikea, con tanto di mobiletto allegato.
Solo per veri nerd Ikea.

http://www.blogadilla.com/2008/05/11/the-blogadilla-swedish-furniture-name-generator/

lunedì 14 luglio 2008

La scrittura è architettura

Comincio a sentirmi come Jack Torrance.

All work and no play makes Jack a dull boy All work and no play makes Jack a dull boy All work and no play makes Jack a dull boy All work and no play makes Jack a dull boy All work and no play makes Jack a dull boy All work and no play makes Jack a dull boy All work and no play makes Jack a dull boy All work and no play makes Jack a dull boy All work and no play makes Jack a dull boy All work and no play makes Jack a dull boy All work and no play makes Jack a dull boy All work and no play makes Jack a dull boy

Montare smontare montare

Lo scopo della vita è di finire

Con l'esame di Geografia storica termina qui la mia odissea di esaminanda padovana.

E' già passato qualche giorno, ma devo ancora realizzare.